Stabilità versanti

Nell’affrontare lo studio di versanti rocciosi instabili o in dissesto gravitativo le competenze professionali  si avvalgono delle nuove tecnologie di rilievo, quali l’uso di droni specifici e di laser scanner a lunga gittata. Dall’elaborazione congiunta delle grandi moli di dati acquisiti strumentalmente e le osservazioni del rilevamento geologico è possibile ricavare un modello 3d del sito estremamente accurato a cui sovrapporre un modello geomeccanico dell’area instabile.  Con l’utilizzo di software specifici e’ poi possibile analizzare le condizioni di instabilita’ presenti e successivamente realizzare un’analisi traiettografica complessa per la simulazione di caduta dei prismi di roccia instabili, sviluppando di conseguenza un progetto di risanamento e messa in sicurezza. In questa sezione è documentato lo studio indagativo, la progettazione e la realizzazione degli interventi di risanamento di un’area in dissesto gravitativo, responsabile di distacchi di ingenti dimensioni, causa di danneggiamenti ai sottostanti edifici di una centrale idroelettrica.

A seguito delle indagini e dei rilievi di dettaglio, e’ stato progettato un intervento prevedente:

  • Riprofilatura del fronte con uso di esplosivi (con tecniche di smooth blasting) al fine di eliminare gli elementi in aggetto e consentire una più efficace applicazione delle successive misure di stabilizzazione;
  • Chiodatura sistematica (mediante barre autoperforanti iniettabili) del fronte esposto, con funzione di stabilizzazione corticale ed aumento del fattore di sicurezza nei confronti dell’instabilità profonda;
  • Rivestimento di contenimento con rete in funi d’acciaio applicate in aderenza alla parete;
  • Realizzazione di una linea di barriera paramassi ad assorbimento d’energia, a protezione dell’edificio uffici ed area generatori;
  • Intasamento della cavità alla base della parete con cemento macrocellulare alleggerito;
  • Posa di una canaletta sommitale di intercezione delle acque di ruscellamento.

La frana in oggetto interessa un tratto del versante costituto dalle cataclasiti, messe a nudo da fenomeni erosivi e gravitativi e parzialmente ricoperte da detriti di versante nel settore occidentale, in direzione del Fiume Nera.
I litotipi in sito: a sx le cataclasiti, al centro le brecce di versante, a dx il calcare massiccio.

Il rilievo dell’area in dissesto e’ stato eseguito con:
- Droni alari preprogrammati (aerofotogrammetria)
- Droni quadricottero (dettagli del fronte esposto)
- Laserscanner a lunga portata (analisi geomeccanica del fronte in dissesto)

Il rilievo topografico con il drone è finalizzato alla modellazione 3D del sito, utile a:
- individuare l’estensione critica del fronte, ossia la porzione di ammasso roccioso le cui traiettorie di caduta massi siano potenzialmente in grado di interessare le strutture sottostanti;
- estrarre le sezioni di calcolo significative sulle quali impostare la successiva valutazione di stabilità.

Il rilievo fotogrammetrico da drone e’ stato integrato con scansioni condotte con un laserscanner ad uso terrestre, finalizzate alla mappatura del quadro fessurativo dell’ammasso roccioso.

In basso a sx elaborato plano-altimetrico, a dx il medesimo sovrapposto all’ortofoto nadirale del sito. Lungo l’intero sviluppo della parete rilevata, sono stati acquisiti i dati giaciturali di quasi 2000 discontinuità.

A sx Stereogramma di una delle 9 sezioni in cui è stata suddivisa l’area; a dx Stereogramma totale delle giaciture con 6 famiglie di discontinuità.

Analisi traiettografica per caduta massi di volume nominale 1 mc

A sx rivestimento con reti d’acciaio, propedeutico alla riprofilatura del fronte; a dx la doppia linea di perfori per il disgaggio con esplosivo.

A sx immagine dell’esplosione per la riprofilatura del fronte aggettante; a dx il fronte dopo la volata di profilatura.

A sx perforazioni per chiodatura e fissaggio della rete paramassi; a dx barriera ad assorbimento progressivo con anelli di dissipazione dell’energia d’impatto dei massi

Completamento dell’intervento di stabilizzazione.

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